15 ottobre 2013

Il Rose Pub - St. Jillian

Buonasera Readers!!!
Dopo un luuuuunghissimo week-end di completo relax, mi ritrovo catapultata in una realtà da incubo, stressante e terribile, dominata da un'entità ancor più malvagia del Destino: MIA MADRE!!

Per fortuna il blog e la scrittura di Iridium mi aiutano molto e quindi eccomi qua a scrivere un nuovo post!
Come già vi avevo anticipato la settimana scorsa, io e Marika abbiamo pensato che sarebbe una bella idea descrivervi e mostrarvi i luoghi più importanti di St. Jillian, esattamente come noi li immaginiamo e sogniamo.

Primo fra tutti il Rose Pub. Questo è il primo locale dove le nostre protagoniste (Mya e Chrissie) vanno non appena giunte a St. Jillian. Qui, mentre fanno colazione, incontrano Nelson, il proprietario, colui che in primis racconta alle due ragazze le fantasiose legende del paese.

Il Rose Pub ritorna spesso nella narrazione di Lithium. Io e Marika ce lo siamo sempre immaginate come un tipico pub scozzese: accogliente e pieno di ubriaconi! 

La particolarità del locale è data dall'insegna: una rosa attorcigliata ad una croce celtica; questa è l'immagine che le due ragazze vedono sulla cartina quel fatidico primo giorno ed è proprio questa che le convince ad entrare nel pub.


<Fummo immediatamente colpite dal simbolo disegnato accanto ad un certo Rose Pub, indicato nell’angolo in alto a destra della mia guida, raffigurante una rosa attorcigliata attorno ad una croce celtica. Il locale era definito come uno dei principali pub di St. Jillian, ritrovo di studenti e luogo ideale dove trascorrere le serate. Bastò uno sguardo, tra me e Chrissie, per intenderci al volo: il Rose Pub era la nostra prossima destinazione.>
(Cap. 1 - Mya)     


Per quanto riguarda Nelson, egli è presente sin dal primo capitolo. Lui è infatti il cameriere che serve Mya e Chrissie la mattina del loro arrivo in Scozia e nel frattempo le inizia alla storia legendaria di St. Jillian e del suo Muro. Il proprietario non viene esplicitamente chiamato con il suo nome fino al capitolo diciannovesimo.
<“Un Muro? – chiese perplessa – tipo quello di Adriano?”

“Mmm… non proprio. Questo è più corto, ma anche più alto. Qui si dice che c’è una leggenda popolare che viene tramandata su questo Muro.”

“Proprio così – intervenne un cameriere, inserendosi nella nostra conversazione – la Scozia è ricca di leggende, ma devo dire che questa è particolarmente affascinante.”
Chrissie ed io lo guardammo, sperando ci raccontasse di cosa si trattava.>
(Cap. 1 - Mya)

Kevin McNally è perfetto, a parer mio!
<“William? – chiesi con un sopracciglio alzato – che guardi?”
Nessuna risposta. Altri due interminabili minuti di silenzio ingombrante prima di una risata, la sua risata, piena, fragorosa e devastante. Volevo chiedergli che diavolo stesse succedendo, ma mi ritrovai ad accompagnarlo e a ridere di gusto mentre Nelson, il proprietario, ci raggiungeva e segnava altre due birre. Due birre per lui.>
(Cap. 19 - Chrissie)

L'interno del locale è molto classico e tradizionale, con tanti tavolini tondi in legno ed un bancone pieno di alcolici (I love Scotland)!

La foto mostra uno scorcio del Dubh Linn Gate Irish Pub
<Mi sedetti al tavolo più lontano e nascosto del locale, in modo da non farmi notare più del dovuto. William andò al bancone per ordinare e tornò poco dopo con un tramezzino in bocca.>
(Cap. 12 - Chrissie)

Per finire, l'esterno. Il locale dà su una stradina chiusa del centro. I tavolini all'aperto sono coperti da una tettoia in legno. Immaginiamo anche  qualche pianta rampicante sulla facciata del pub. La foto che abbiamo trovato però ha, secondo noi, troppi fiori all'esterno. Bellissimi, per carità, ma mi riesce difficile pensare a Nelson che annaffia gelsomini!! ;)

Foto del Talula's Garden (Philadelphia) - Insegna a parte!
<Raggiunsi il Rose Pub in anticipo, avvolto dai miei lugubri pensieri. L’unica cosa a cui riuscivo a pensare era ‘ti prego non lei’. Mi sedetti ad un tavolino all’aperto, avevo bisogno d’aria, e ordinai due birre. Entrambe per me.>
(Cap. 18 -  William)

Bene! Per oggi io ho finito! Spero che questo primo post su St. Jillian vi sia piaciuto.
E voi? Come ve li immaginate il Rose Pub e il suo proprietario Nelson?
Aspetto taaaanti commenti!!!
Ciao! ^^


10 ottobre 2013

St. Jillian: una seconda casa

Buonasera miei cari readers!!
Sono giorni impegnati un po' per tutti e la mancanza di tempo e di caffè si fa sentire. Il prologo è ancora sulla mia scrivania in attesa della sottoscritta, ma prometto che prima di lunedì sera sarà pronto e così potrò darvene un piccolo assaggio!!

Fino ad allora io e Marika abbiamo pensato a qualcos'altro, a qualcosa di particolare, ossia: voi come ve la immaginate St. Jillian? Piccola cittadina scozzese, poco più a sud di Edimburgo, St. Jillian non è mai stata davvero descritta dai nostri personaggi in Lithium. Questo non è stato un caso, ma noi, in prima persona, abbiamo sempre preferito lasciare carta bianca al lettore. 
E voi vi chiederete: perchè mai? Semplice! Perchè ognuno di noi ha gusti diversi, io e Marika siamo l'esempio lampante di ciò (assolutamente opposte e complementari), eppure, in un certo senso, speravamo che ogni lettore trovasse in St. Jillian una seconda casa, così come lo è stata fin da subito per noi.

Ma ora siamo curiose!! Come ve la siete immaginata? 

Nei prossimi giorni (questo weekend siamo in montagna, quindi da lunedì) scriveremo un post al giorno su un luogo o locale importante di St. Jillian, come il Rose Pub, la Biblioteca, l'Università, il negozio di magia Lithium, casa di Katherine, il College di St. Jillian ed il lago al parco
Ma il lavoro non dovrà essere solo nostro! Assolutmente NO! Ci aspettimo infatti commenti (o mail), nei quali ci scriverete il vostro luogo preferito e come ve lo immaginate!!!

St. Jillian è la seconda casa di tutti... Ora cerchiamo di presentarcela a vicenda! ;)

Buonanotte a tutti e a presto!^^

8 ottobre 2013

Chi ha detto che vampiri e licantropi non vanno d'accordo con gli unicorni?

Buonasera a tutti miei cari readers!
Lo so che è tardi, ma mi dispiaceva molto andare a letto senza nemmeno farvi un salutino... In verità oggi, nelle mie poco affidabili intenzioni, volevo finire di scrivere il prologo e pubblicarne un piccolo estratto, ma alla fine sono dovuta andare a Verona a fingere di seguire una lezione di tedesco (il cui esame passerò solo grazie ad una buona dose di leccaculismo - ragione del mio essere presente lì oggi - e ad un'ingente dose di preghiere rivolte a qualcuno lassù!)

Comunque, dato che il mio primo piano è fallito, ho ad ogni modo deciso di scrivervi  qualche paragrafo di uno dei nuovi capitoli di Iridium e la scelta, com'era prevedibile, è ricaduta su un capitolo di William, il quinto per la precisione.

Come tutti coloro che hanno finito Lithium sapranno, l'inizio del nuovo libro vedrà Chrissie e Will in una situazione a dir poco spinosa, una situazione che l'eletto cercherà di migliorare con il suo solito gentilissimo tatto!! 
Senza indugiare oltre, signore e signori, a voi: William!!

“I tuoi occhi – riprese lei poi sottovoce – sono tornati neri.”
Eh sì! Questo è lo spirito di osservazione della mia ragazza! “Sai com’è… quello sarebbe il mio colore naturale. Non te n’eri mai accorta?”
“Hai capito perfettamente cosa intendo! – riprese scocciata – Perché al tramonto si tingono di viola?”
“Anche durante l’alba per la verità. Lo sapresti se avessi accettato di fare sesso torbido con me almeno una volta…”
“Will! – disse lei esasperata – ti sembra questo il momento di parlarne?”
“Ehi, ehi, ehi! Sei tu che hai chiesto, sorella! Non lamentarti! – Chrissie alzò gli occhi al cielo, incrociando le braccia al petto – Allora… Per farla breve, secondo qualche malato di mente del diciottesimo secolo io, essendo l’unione di due specie in lotta fra di loro, sono paragonabile all’alba e al tramonto, in quanto questi sono i momenti di unione fra sole e luna – lei alzò un sopracciglio e trattenne una risata – Chrissie, ho detto che era un pazzoide non un astronomo! Comunque, smettila di distrarmi!”
“Ma non sto facendo niente!” si lamentò, sconcertata.
“Le braccia – le feci notare – spostale!”
“Cosa?” chiese lei non capendo. Che stupida ingenua!
“Ho fatto finta di niente con il vestito scollato, dato che era chiaro che lo avessi messo come precauzione, sai… in caso di lotta, se io ti guardo il seno, non mi concentro molto bene… ma tu peggiori la situazione! Sai quanto è palloso parlare di me stesso per la centesima volta? No, sbagliato! Questo non è palloso, amo parlare di me stesso. Ma non è questo il punto… mi distrai se lo metti anche bene in vista con le braccia!”
Chrissie scoppiò a ridere, ma sicuramente stava pensando a come investirmi ancora.
“Will – riprese con un sorriso che prometteva guerra – continua, prima che decida che prenderti a calci nel sedere sia più interessante!”
“Okay… eviterò battutine su questa tua risposta… Comunque, dicevamo? Ah sì, io sono il figo paragonabile a luna più sole. Bene, ora, dato che la magia è da sempre legata agli eventi celesti, i miei super-mega-poteri-strabilianti-yeah si sviluppano all’ennesima potenza nei periodi di transizione. Ma come sempre c’è un prezzo da pagare, da qui la storia degli occhi viola. Sono come un segno distintivo. Solo io li ho di questo colore e, in quel lasso di tempo, tutti lo possono vedere. Sono come un libro aperto! Chiunque potrebbe riconoscermi. Il tramonto e l’alba sono gli istanti in cui sono più forte, ma anche più vulnerabile.”
Lasciai che Chrissie ci riflettesse per qualche secondo. Poverina! Aveva i suoi tempi (tempi molto lenti!).
“Ma perché viola? Cioè… perché non blu? O gialli? O rossi?”
“Blu? Gialli? Rossi? Parliamo di occhi o di colori primari? Mamma mia, sei messa da panico! – di nuovo quell’istinto omicida nel suo sguardo – Mai sentito dire che <gli occhi sono lo specchio del sangue?>”
“Era dell’anima!” riprese lei, scuotendo la testa.
“Quella è la versione umana, la mia è quella utilizzata al di là del Muro.”
“Davvero?” chiese lei stupita.
Corrucciai la fronte, sconvolto. “No! Oh mio William! Potrei davvero dirti qualsiasi cazzata e tu ci crederesti? Al di là del Muro vivono gli unicorni!”
 Beh... Dopo questo, non posso che dire semplicemente BUONANOTTE!^^
 


7 ottobre 2013

Prologo di Iridium & l'Assolutismo di Samuel

Buon Pomeriggio a tutti miei cari Readers, mentre il tempo fuori non accenna a cambiare, lasciandomi questa vaga nostalgia scozzese ed un innato desiderio di bere caffè bollente vicino ad un camino acceso, riprendo in mano il prologo di Iridium ed una meschina penna rossa che si sta divertendo un sacco a cancellare paragrafi interi!! Ed io mi chiedo: dove è finita la mia vena creativa? Ho già il blocco dello scrittore? 
Dopo vari rimuginamenti e fasi di rabbia profonda verso me stessa, sono arrivata alla conclusione che il problema non è mio... o almeno, non del tutto!

Il problema riguarda Samuel. Per chiunque abbia letto Lithium, Samuel è l'antagonista della storia, il grande cattivo, terribilmente freddo e calcolatore, non prova nulla per nessuno, nemmeno per l'eletto, suo nipote. Ma è davvero così? E se sì, cosa l'ha reso tale? In fondo deve esserci stato un tempo in cui lui non era il signore dei vampiri, un tempo in cui non era nemmeno un vampiro! Ed è questa la domanda di oggi (in verità è la domanda di più di tre giorni!): chi è Samuel in realtà? o almeno chi era?

Ne ho parlato con Marika ieri pomeriggio in un momento di grave depressione. Come poteva succedere? Io che conosco Samuel perfettamente, io che l'ho creato così dannatamente perfetto nel suo odio verso tutti, persino verso l'unica persona che abbia mai davvero amato: sua sorella, come potevo non capirlo? E come sempre, Marika mi ha aperto gli occhi, mostrandomi come la risposta si trovasse proprio in quella dicotomia che tanto lo rappresentava:
<Beh secondo me bisogna considerare il fatto che da vampiro arriva ad essere 'estremo'. Da un lato lo è verso la sorella, in modo morboso, dall'altro lo è per la freddezza con la quale uccide. Quindi... la domanda è: per arrivare ad essere così da vampiro, com'era da umano? Per me anche da giovane deve essersi lasciato trasportare dai sentimenti. Lo vedo come una persona che nel bene e nel male ha vissuto comunque a pieno le sue emozioni. Insomma, amava e odiava con tutto se stesso!>
Ed è così! Samuel. E'. Così! E' un assolutista: bianco o nero, amore o odio, bene o male. E l'unica imperfezione in questa sua realtà era la sorella. Sì, era Helen nella sua umanità, così potente da poterlo salvare, così distruttiva da poterlo spezzare a metà. 
Appena diventato vampiro, Samuel si sente perso, abbandonato dal suo creatore, che infine si era reso conto della potenziale minaccia rappresentata dal suo prediletto, rimasto solo a sopravvivere in una vita che lui ama ed odia all'ennesima potenza, finchè non la ritrova.
Lei è tutto. Grazie a lei tutto ha di nuovo un senso, un senso di appartenenza che lo libera dalle sue angoscie e dalle sue più temibili paure. Ma questo sentimento non è ricambiato. Helen si sente in trappola e dopo anni e anni inizia a desiderare qualcosa di più, una vita vera, una vita che ha perduto perchè suo fratello gliel'ha strappata via quando, per egoismo (così lei lo percepisce), l'ha trasformata. E allora scappa, fugge lontano da lui e, senza saperlo, innesca un meccanismo irreversibile. Viene catturata da dei soldati, usata per il sacrificio necessario alla costruzione del muro di St. Jillian, s'innamorerà e avrà un figlio, avrà infine una vera vita, da cui il fratello viene escluso. E Samuel lo sente, percepisce di essere nuovamente solo e quell'unica debolezza, quell'unica imperfezione perfetta della sua esistenza lo spezza nel profondo fino a  farlo diventare la più terribile delle minacce.

Quindi sbagliavo: Samuel non è un freddo calcolatore, non è privo di sentimenti; al contrario Samuel ama con tutto se stesso ed è proprio quell'amore che l'ha portato alla rovina; il suo amore distruggerà ogni cosa. 
Ed è forse questo il problema più grande che Chrissie, Mya, Dorian e William dovranno affrontare: puoi vincere su un uomo che non ama, perchè i tuoi sentimenti sono più forti; ma come puoi vincere su un uomo che ha amato a tal punto da uccidere una parte di se stesso? Come puoi vincere contro chi non ha più nulla da perdere?